Se sei un genitore in procinto di iniziare lo svezzamento del tuo bambino o bambina, allora questo articolo è per te. Sappiamo quanto questo momento sia complesso e non privo di ansie. Ogni genitore che vi si approccia vorrebbe riuscire a fare “la cosa più giusta” per il proprio figlio ma non è sempre facile sapere quale sia. Nelle prossime righe faremo chiarezza su alcuni aspetti che riguardano lo svezzamento. Premetto che non ci dedicheremo a considerare il tipo di approccio da adottare (svezzamento classico, autosvezzamento…), piuttosto, ci concentreremo sulla necessità di accogliere questa fase della crescita all’interno di un setting capace di infondere serenità e sicurezza al bambino e di sostenerlo nella sua (già presente) competenza nell’autoregolazione alimentare.
Cosa si intende per svezzamento?
Svezzamento è il termine comune con il quale identifichiamo il momento in cui il bambino inizia ad assumere alimenti diversi dal latte materno o in formula. È anche un termine semanticamente errato poiché letteralmente significa “togliere il vizio” e sappiamo che l’allattamento non può essere considerato un vizio! Il modo corretto per nominare questo momento è infatti alimentazione complementare, soprattutto per il fatto che l’abbandono dell’allattamento è un processo graduale che non dovrebbe terminare nel momento stesso in cui il bambino inizia a introdurre i primi alimenti. Dunque, durante il primo periodo di questo delicato passaggio, il cibo diventa “complementare” al latte e non sostitutivo.
Considerare lo svezzamento come processo e non come evento, ti permetterà di vivere questa fase con lo spirito giusto e di permettere al bambino di prendere tutto il tempo che gli è necessario per conoscere, sperimentare, apprendere e sviluppare nuove competenze motorie. Ti potrà sembrare un percorso lento ma devi saperti fidare di ciò che la natura ha già predisposto per noi: dopotutto, avrà poi tutta la vita per mangiare!
Capita che i genitori siano concentrati sulla quantità del cibo assunto dal bambino, sul fatto che mangi abbastanza. Eppure, proprio il considerare i primi assaggi come “complementari” può contribuire a spostare il focus sull’esperienza attiva del bambino. Meno interferirai durante il percorso, più si svolgerà in maniera naturale e senza intoppi. La tua presenza è utile al bambino per avere fiducia dell’esperienza che sta vivendo. Si rispecchierà nei tuoi sguardi e nelle tue emozioni.

Le due aree dello svezzamento
Ancor prima di iniziare, ogni genitore o figura di accudimento dovrebbe comprendere come l’alimentazione complementare si distingua in due aspetti tra loro integrati ma che è necessario distinguere. La prima area riguarda tutti quei fattori legati ai processi educativi, ad esempio, i segnali che ci fanno comprendere che il bambino o la bambina è pronto per iniziare questo passaggio, i percorsi utili al raggiungimento delle autonomie, la gestione emotiva del pasto, il ruolo e la postura dell’adulto. Questo è proprio il campo di conoscenza degli educatori e dei pedagogisti.
Iniziare a mangiare cibo diverso dal latte è una delle fasi più rilevanti durante la crescita di un individuo e comporta un importante processo evolutivo che riguarda la mente, il movimento e anche la socializzazione. Per questo motivo è importante conoscere i bisogni del bambino dal punto di vista esperienziale. Il pedagogista può aiutarti a impostare il percorso di crescita verso l’autonomia fin dai primi momenti dell’introduzione alimentare. Sapevi ad esempio che un bambino è già in grado di fare a meno del bavaglino prima del secondo anno di vita? Spesso i piccoli restano un po’ indietro nelle loro competenze più per comodità dei grandi che per loro necessità.
La seconda area riguarda invece gli aspetti relativi agli ambiti fisiologici e nutrizionali, ossia legati, ad esempio, agli apporti nutritivi e calorici degli alimenti, alla gradualità d’inserimento degli alimenti, alle verifiche sulla crescita del bambino, ecc. Queste nozioni sono di competenza di altri specialisti, come pediatri e nutrizionisti e dunque non verranno trattati nel corso in questo articolo.

Svezzamento, buone pratiche educative
Ritornando agli aspetti educativi dell’alimentazione complementare esistono alcune pratiche consolidate ma che andrebbero abbandonate se si vuole accompagnare un bambino che sta imparando a mangiare da solo e aiutarlo a diventare autonomo e competente. I piccoli hanno già per natura tutte le risorse per riuscire ad alimentarsi. È sufficiente che possano contare su un adulto in grado di accogliere i momenti salienti della loro maturazione. Se impari a connetterti con il bambino ti stupirai da te nello scoprire quanto sia semplice comprendere le sue esigenze e lo sosterrai nella sua capacità di autoregolazione.
Per riuscire a connettersi con un bambino o una bambina bisogna innanzi tutto osservarlo/a. Datti il tempo per farlo senza avere fretta di agire. Se non lo osservi a sufficienza rischierai di anticiparlo/a, di fare al suo posto e di compromettere alcune importanti esperienze che, molto probabilmente, è già pronto a compiere. La paura del soffocamento è comprensibile e comune in questa fase della crescita. Eppure, devi fare in modo che questa non generi eccessiva ansia e che non ti faccia rimanere in tensione a ogni boccone del bimbo. Per imparare a mangiare con scioltezza ha certamente bisogno di sentire la tua fiducia.
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Attraverso l’osservazione potrai conoscere le competenze del piccolo e vedere come si sviluppano. In questo modo, anche le ansie e le preoccupazioni diventeranno sempre più piccole. Certamente sarai attento e pronto ad aiutarlo se si troverà in difficoltà ma devi essere anche in grado di rimanere una guida serena e fiduciosa. Osserva come mastica, come afferra il cibo, come è capace di gestire il pezzo di cibo che ha in bocca e, in generale, come si comporta durante il pasto. Evita di dargli da mangiare in giro per la casa, sul divano, per terra o in posizioni diverse dall’essere seduto a tavola. Crea un ambiente ordinato fin dai primi assaggi e pasti.
Fai in modo che abbia un appoggio davanti a sé e che possa vedere il cibo, ad esempio, con il piatto a sua disposizione. Se temi che possa gettare ciò che è contenuto nel piatto in terra o fare troppo disordine, non riempirlo eccessivamente ma metti solo piccole quantità di cibo e aggiungi le altre porzioni un poco alla volta. Dagli anche a disposizione le posate di misura adeguata e, soprattutto nei primi momenti, lascia che decida spontaneamente se usare queste o se afferrare con le dita. Imparerà di più da ciò che vedrà fare dagli altri che da ciò che gli dirai. Per questo, ogni volta che si riesce, gli adulti dovrebbero mangiare insieme ai bambini.
La capacità del bambino di autoregolarsi
Avrai certamente sentito parlare del fatto che non si debba insistere quando il bambino non vuole mangiare e di quanto sia controproducente obbligarlo. Questo diventa importante in quanto, allo stesso modo di come succede per le altre sensazioni, ad esempio quella che riguarda la percezione del freddo e del caldo, i bambini hanno bisogno di saper riconoscere i segnali del loro corpo. In questo caso specifico, stanno imparando ad assaporare, a conoscere i diversi gusti e a sentire la fame, il senso di sazietà, la sete, ecc…
Seguendo lo stesso principio ti troverai a introdurre i primi cibi nell’alimentazione del tuo bambino solo nel momento in cui lui è sinceramente pronto per il passaggio. Non esiste un mese esatto o una settimana esatta in cui iniziare lo svezzamento. Indicativamente non andrebbe cominciato prima del sesto mese di vita o comunque prima che il bambino:
- mostri curiosità verso il cibo
- sia capace di stare seduto in autonomia
- abbia la testa ben sostenuta dal collo
- abbia iniziato ad afferrare oggetti con le dita.
Avere fiducia nell’autoregolazione del bambino aiuterà a creare un clima sereno a tavola. Questa libertà ovviamente non significa lasciarlo senza confini. Gli adulti creano e organizzano il contesto nel quale i processi di crescita possano avvenire nel migliore dei modi. Ad esempio, sono loro che propongono il cibo di ogni pasto, che definiscono gli orari e le quantitià. Libertà e ordine sono gli amici che dovrai avere sempre a mente!








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