Il Pedagogista come supporto alla famiglia

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Proseguiamo il nostro viaggio all’interno della costruzione della famiglia. Siamo partiti investigando la nascita della coppia e l’evolversi in coppia genitoriale. Ora, quindi, approfondiamo il significato di famiglia, vista come la società naturale i cui membri sono certamente le prime persone che si incontrano agli albori dell’esistenza. La famiglia ha subito nel corso della storia un’evoluzione profonda ma resta tuttora uno dei pilastri fondamentali per l’educazione e la formazione dell’identità di ciascuno.

La famiglia nella società odierna

I sociologi parlano di “famiglie” e non di “famiglia” per indicare i diversi modi di vivere insieme e le diverse esperienze familiari che è possibile vivere. La famiglia rappresenta ancora oggi la base della società, è il primo luogo di socializzazione e di condivisione nonché di apprendimento. La famiglia è quindi il pilastro della società, cellula base del tessuto sociale, culla dell’identità, strumento di mediazione tra bambino e ambiente, luogo dove apprendere e consolidare la persona.

In senso etimologico la possiamo definire come un ecosistema formato da persone legate tra loro da un rapporto di parentela e affinità. Svolge ancora oggi un ruolo fondamentale nel definire e tramandare valori, norme e comportamenti… Infatti, per un bambino equivale al suo intero mondo. La famiglia è un luogo di preparazione alla vita. Per la psicologia è un luogo primario in cui si costruiscono le relazioni di fiducia indispensabili alla relazione.

Cosa stabilisce oggi l’essere famiglia

Sappiamo come questa società naturale sia fondamentale per costruire il senso di appartenenza, il senso di protezione e di condivisione. Le persone della propria famiglia sono le prime che incontriamo e conosciamo quando veniamo al mondo e, nella maggior parte dei casi, sono e saranno quelle con le quali avremo più confidenza.

Eppure, ci troviamo a fare i conti con un cambiamento strutturale dell’idea classica di famiglia, anche se, come ben ricordano gli storici, nelle diverse epoche l’uomo non ha sempre avuto un’organizzazione familiare così come la intendiamo noi, che è soprattutto di matrice cristiana. Dunque, non esiste una struttura universale di famiglia seppure questa sia, nelle sue tante forme, un’aggregazione necessaria. Il vincolo che è alla sua base è di tipo affettivo e questo dovrebbe motivare ancor di più alla solidarietà tra i suoi membri.

Bauman, il sociologo, ha descritto la società odierna come liquida, nella quale i confini esistenti nel periodo precedente sono meno definiti, se non inesistenti ed è diffuso un senso generale di precarietà e incertezza. Anche le relazioni sono sempre più liquefatte, ossia tendono a disgregarsi e a ricomporsi o modificarsi davvero rapidamente. Per questo, diventa necessario trovare nuovi punti di riferimento e nuove definizioni per famiglia.

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Quali famiglie esistono oggi?

In un romanzo della scrittrice giapponese Banana Yoshimoto c’è un breve paragrafo nel quale il personaggio del racconto definiva la famiglia come un insieme di persone anche non unite da un vincolo di sangue, che si trovano a condividere un pezzo della loro storia personale, un rapporto di vicinanza e sono presenti nell’affetto e nella sussistenza reciproca.

In questo modo, l’autrice pone in luce il fatto che, anche nelle situazioni in cui una famiglia che si era costruita si è poi disgregata, si possono trovare nuove forme per essere tale, anche al di fuori di un legame di matrimonio o di parentela. Insomma, il concetto di famiglia forse si potrebbe avvicinare ora a quello di comunità ristretta ed è probabilmente anche la tipologia che più esisteva in passato.

La famiglia nucleare a cui eravamo abituati si affianca a nuove forme e sistemi di organizzazione. Esistono famiglie di genitori separati, conviventi, famiglie con i nonni che vivono sotto lo stesso tetto, famiglie monoparentali, famiglie che decidono di non avere figli, ecc… Il rispetto per la famiglia in quanto tale è doveroso e possiamo dire che la società odierna si sta muovendo in questa direzione.

Come possiamo aiutare in concreto i genitori che si trovano in solitudine?

Anche all’interno della famiglia è necessario prediligere una relazione fatta di ascolto e motivata dal dialogo. Ogni individuo è unico, per questo noi di Consulente Pedagogico abbiamo deciso di lavorare in modo sistemico e, di certo, il benessere del singolo diventa anche il benessere della famiglia.

Se essere genitori è oggi una grande sfida, essere genitori “insieme” è qualcosa di ancora più complesso, seppure necessario. È difficile trovarsi sulla stessa linea nel compito di crescere uno o più figli. Due genitori partono e partiranno sempre da punti di vista differenti, hanno storie diverse, provengono a loro volta da contesti familiari diversi e, nel tempo, hanno maturato idee anche opposte su cosa è giusto o non è giusto fare nell’educazione di un bambino.

Per questo, ci muoviamo su un contesto sistemico, per fare incontrare il più possibile i due fronti genitoriali. Ciò non significa che uno dei due dovrà sempre cedersi o sottomettersi alla volontà dell’altro. Vuol dire piuttosto che, tra due idee, ve n’è può essere una terza, da costruire insieme, ed è sempre la migliore, seppure la più difficile da vedere.

Consulente Pedagogico nasce proprio per essere accanto alla famiglia nelle tante forme in cui si presenta oggi e soprattutto ai genitori, che sono effettivamente sempre più soli a svolgere tante mansioni. Il fatto è che anche la genitorialità è sempre più intesa come un lavoro, è questo è dannoso perché si perdere il piacere del viaggio educativo.

La relazione tra genitore e figlio invece dovrebbe, nonostante le difficoltà, non rinunciare a essere qualcosa di estremamente entusiasmante e forte. Con la consulenza pedagogica si cerca di mettere in chiaro qua è il vero problema nell’affrontare con più tranquillità la relazione con i propri figli e per farlo, abbiamo deciso di unirci in un team composto da professionisti esperti nei vari aspetti dell’educazione.

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Articolo di Francesca Marra e Ester Listì. In collaborazione con Eleonora Giovannini e Touch Play web tv

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