Consapevolezza genitoriale e benessere digitale

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Essere un genitore digitale significa scegliere di accompagnare il proprio figlio nel processo di acquisizione delle competenze necessarie per navigare online con consapevolezza e in modo sicuro. Questo non significa non avere a mente i rischi ma, semplicemente, saper comprendere come avvicinarsi nella maniera migliore ai dispositivi digitali.

Qual è un modo efficace per i genitori di educare i loro figli al digitale?

Un errore che viene spesso compiuto è quello di credere che i nativi digitali, ossia i ragazzi di oggi che si mostrano particolarmente abili con le tecnologie, abbiano anche sufficiente maturità e responsabilità nell’uso dei dispositivi. Questa parte, invece, rappresenta proprio il pezzo che compete il genitore ed è importante non delegare solamente la scuola ma compiere tale impegno educativo anche a casa.

Diventare genitori con consapevolezza digitale significa trovare gli strumenti adatti ad accompagnare i ragazzi a stare bene anche all’interno della rete. Ovviamente, il genitore deve formarsi e informarsi. Si tratta senz’altro di un pezzo difficile, soprattutto quando non si è particolarmente esperti o a proprio agio con le tecnologie.

Eppure, è proprio come quando si dice a un figlio, ad esempio, di non andare in una certa strada o di non fare una determinata cosa. È fondamentale dare loro anche questi altri strumenti che riguardano la rete. Sappiamo bene quanto il mondo digitale sia oggi estremamente integrato al mondo analogico o reale, quindi, non è più possibile parlare di uno dei due come se fosse isolato dall’altro. Diventa necessario sapersi muovere consapevolmente in entrambe le dimensioni.

Il genitore deve quindi assumersi la responsabilità e l’opportunità di passare del tempo con i propri figli per riuscire ad affrontare tali dinamiche. Quindi, il genitore digitale è quello che sceglie di essere consapevole e di non demandare a qualcun altro il proprio ruolo educativo nella relazione e nel mondo nelle interazioni che sono proprie al mondo digitale e alla rete.

Quali sono i rischi della rete

Una premessa è doverosa: la bellezza della rete ci garantisce di avere delle opportunità che possono essere rischiose se non le sappiamo gestire in modo consapevole. Esistono rischi su più livelli. Dal punto di vista della salute oggi c’è, ad esempio, un aumento di persone che accusano problemi alla vista e questo potrebbe essere dato dall’abitudine di posare spesso lo sguardo sugli schermi, anche in maniera piuttosto ravvicinata al viso.

Inoltre, sono insorti anche diversi problemi legati alla postura e alla sedentarietà. Sono aspetti che stanno aprendo la strada a molti studi. Alcuni di questi riguardano anche le possibili conseguenze che possono avere le frequenze sulle persone, come il fatto di vivere in ambienti continuamente esposti al wi-fi.

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Oltre a questo, sono emersi rischi legati alla psiche e alle relazioni. Nelle problematiche complesse legate al cyberbullismo, di cui purtroppo è ancora necessario parlarne, c’è la falsa percezione dell’anonimato che fa sentire di essere protetti dal commettere atti di bullismo o di trasformarsi in leoni da tastiera. Le vittime, invece, spesso non sono in grado di gestire questa situazione, quando, in realtà esistono oggi diverse persone ed enti che lavorano per supportarle e offrire progetti per la prevenzione.

Un altro rischio è rappresentato dalla FOMO, Fear of Missing Out, ossia la paura di perdere qualcosa percepito importante e che avviene online, come determinate tendenze o esperienze altrui. La conseguenza è quella di lasciare indietro le esperienze reali. Ad esempio, succede sempre più spesso che a scuola i ragazzi non escano durante l’intervallo per poter rimanere connessi. Dinamiche che penalizzano la socialità e le relazioni tra pari.

Esistono rischi come quelli connessi al sexting (unione di “sex” e “texting”) una pratica legale anche se ad oggi non si conoscono fino in fondo le conseguenze legate all’invio di immagini in rete che ritraggono parti intime o momenti intimi e personali. È importante che gli adulti siano in grado di condividere gli strumenti con i ragazzi spiegando loro come tutelarsi.

I rischi, come abbiamo visto, sono davvero molti e purtroppo oggi ci sono anche tante vittime della rete. L’errore che facciamo spesso è quello di credere che loro siano consapevoli nel saper gestire questi pericoli.

Che cosa possiamo fare per aiutare i nostri figli a gestire meglio la rete

Sappiamo che demonizzare internet, la rete e i device non porta da nessuna parte. Sono diventati strumenti funzionali, capaci di offrire svariate opportunità. Se pensiamo, ad esempio, al Covid-19 e ai tanti ragazzi che rimanevano indietro a scuola perché non potevano connettersi o alle persone che invece hanno potuto continuare a lavorare grazie alla connessione.

Dobbiamo iniziare ad accogliere la rete come opportunità per i ragazzi e per la nostra relazione con loro. Bisogna, ad esempio, iniziare a chiedergli cosa gli piace davvero, cosa li fa divertire, quale videogioco o esperienza online preferiscono e perché, per quale competenza. Sicuramente riusciremo a trovare una mediazione diversa e a rafforzare anche la nostra relazione educativa.

Questo è un punto importantissimo per aiutare i ragazzi a muoversi nel digitale. È anche necessario avere l’umiltà e la curiosità di voler esplorare questo modo che in qualche modo rappresenta la nostra nuova realtà. Non ha proprio più senso, quindi, fare finta di nulla.

Certamente, anche il fatto di non dare l’accesso ai device segna un problema. Sappiamo che come non sia efficace lavorare sulla privazione e sul proibizionismo. Bisogna concentrarsi sulla consapevolezza: i ragazzi devono sapere cosa guardare, quali siti evitare, ecc… L’unico modo per farlo e creare una relazione con loro e raccontarselo, non avere paura di quelli che sono i tabù. Prima abbiamo fatto cenno al sexting, ecco, genitori, docenti, e altri adulti di riferimento, hanno il compito di dire ai ragazzi come tutelarsi.

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Cosa comporta l’esposizione precoce dei bambini allo schermo?

Dobbiamo partire dal presupposto che la generazione attuale dei genitori non è nata con il digitale. Inoltre, la maggior parte dei genitori non si accorge di esporre, anche inconsapevolmente, i loro figli al digitale. Lo si fa in maniera indiretta, ad esempio, giocando con loro tenendo in mano il cellulare e rispondendo ai messaggi, alle telefonate, … Questo è già un modo per esporre i nostri figli al digitale fin dalla prima all’infanzia.

Inoltre, succede sempre più spesso che, ad esempio, al ristorante la maggior parte dei genitori lascino il device ai bambini per riuscire a farli rimanere a tavola. Ora, il discorso non è quello di demonizzare il cellulare ma di educare i piccoli ad affrontare le azioni quotidiane anche senza dover essere per forza distratti. Quale valore educativo diamo al pasto tutti insieme se in quel momento mio figlio è concentrato sul telefono e sta guardando qualcosa che io non vedo e che non può condividere con me?

Allo stesso modo, purtroppo, ci sono sempre più studi che dimostrano come l’esposizione frequente a schermi e agli strumenti digitali porti a un peggioramento della qualità del sonno dei bambini. Questo sarebbe causato dalla luce degli schermi, dal distacco dalla realtà e da quello che stanno facendo

Con ciò non si vuole asserire che non si possa far vedere dei cartoni ai bambini. Bisogna però formarsi su quali cartoni fare vedere per scegliere quelli educativi e adatti alla fascia di età.

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Articolo di Giorgia Refolo e Camilla Crespi. In collaborazione con Eleonora Giovannini e Touch Play web tv

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