Educatrici di Nido e formazione: il (fantasma del) docente referenziato

formazione-educatori

In ogni settore e campo di esperienza vi sono soggetti con diverso grado di competenza e pratica ed è più che sensato cercare di rivolgersi a coloro che “se ne intendono” maggiormente quando si tratta di scegliere cosa imparare e, ancor più, da chi.

L’ambito educativo segue la medesima regola e, tendenzialmente, ci si orienta verso eventi e corsi tenuti da professionisti che abbiano una riconoscibilità come “esperti” del settore. Non è certo un caso quando, ad una serata condotta da qualche nome altisonante del panorama psico-educativo, ti trovi seduta in aula con decine di persone che conosci e che operano nel tuo stesso settore: il richiamo del nome di un docente o relatore importante è infatti fortissimo e potente.

Eppure, credo sia importante evitare di far coincidere necessariamente la nomea di un docente e il valore che può riservare una formazione da questi condotta. Dopo aver stilato l’identikit del corso perfetto nel post precedente; in questo articolo vi spiego, a uno a uno, i motivi che dovreste considerare nella scelta di un docente.

>> FORMAZIONE CONTINUA PER EDUCATORI SERVIZI INFANZIA E PER GENITORI <<

Esiste una netta differenza tra convegno e formazione

formazione-educatori

Tenere una relazione ad un convegno è una cosa, offrire una vera formazione è altro. La formazione è una danza che richiede presenza assoluta, coinvolgimento autentico, apertura al dialogo, tempo e disponibilità; un buon formatore è un compagno di viaggio e non semplicemente una comparsa in luccicante armatura, è qualcuno che segue il tuo stesso percorso e che ha le risorse necessarie ad accompagnarti personalmente dall’inizio alla fine.

Il valore di un formatore con esperienza sul campo

L’esperienza sul campo è il sale della formazione: a certi livelli si rischia di cadere nell’accademia e di trovarsi inebriati da altissimi concetti ma incapaci di tradurli nella pratica educativa quotidiana: se devo imparare da qualcuno, voglio che sappia esattamente cosa significa lavorare nel concreto in ambito educativo, oggi, ora.

corsi-formazione-educatori

L’educazione come arte

In educazione, la troppa specializzazione non è necessariamente un superpotere. L’educazione è un’arte e non una scienza, è un campo di studio e di applicazione che vive e fiorisce nell’integrazione delle conoscenze provenienti da molti ambiti diversi.

All’interno di un Nido serve esercitare una gamma di competenze variegata, serve essere eclettici e avere radici che attingono linfa da terreni differenti: la pedagogia è il cardine di un sistema di conoscenze che vive in una rete di connessioni con discipline diverse e complementari. Una buona formazione è integrata, poliedrica, usa linguaggi tecnicamente precisi ma sa parlare lingue diverse, apre la mente ed è di ampio respiro perché deve spalancare la vista a panorami ampi, come un grandangolo.

Ecco perché credo che un buon formatore sia qualcuno che ha ancora le mani sporche della farina con cui i bambini travasano al Nido e che sia in grado di attingere a tanti pozzi diversi l’acqua buona e necessaria per le diverse forme di sete che sperimenta il personale educativo nei servizi per la primissima infanzia.

Solo il 6% delle persone che hanno risposto al mio sondaggio ha ritenuto importante rivolgersi ad un docente referenziato (quinta caratteristica del corso di formazione perfetto secondo le educatrici di Nido) ma voglio sperare che, dopo aver raccontato e condiviso con voi il mio pensiero in merito, questa percentuale aumenti considerevolmente.

Educatrici di Nido e formazione: le proposte in presenza

formazione-educatori

Abbiamo visto in precedenza come le proposte di formazione sincrone online possiedano delle caratteristiche intrinseche interessanti dal punto di vista pratico, logistico, economico. Eppure, c’è un 3% di educatrici che considera un corso in presenza migliore e preferibile: ci sono certamente dei motivi alla base di questa scelta, vediamo quali potrebbero essere.

I pro di un corso in presenza

Un corso in presenza è immersivo: ci si trova in un “qui e ora” che assorbe l’attenzione e definisce un confine specifico, un territorio mentale ed esperienziale delineato e chiaro. Il beneficio potenziale in termini di efficacia dell’apprendimento è molto alto perché si riducono le distrazioni e molto del possibile disturbo esterno che si avrebbe nel caso di una formazione online. La formazione in presenza regala la possibilità di essere centrati!

Mediamente un corso in presenza raccoglie un certo numero di discenti: che siano pochi o tanti, sono certamente più d’uno. Trovarsi in aula con altre persone che, verosimilmente, hanno simili bisogni formativi rappresenta un’opportunità di scambio, confronto, dialogo, conoscenza, creazione di nuovi contatti tra persone ma anche tra servizi educativi. L’unione fa la forza!

Condividere l’aula con il docente formatore significa poter contare sulla condivisione totale dell’esperienza che propone: se c’è una risorsa in aula, la si vive al 100% e tutti insieme. Non vi sono disparità di condizione e spesso c’è l’opportunità di uno scambio personale di battute, di una stretta di mano, di porre una domanda specifica.

Storicamente, la formazione è sempre stata affare di spostamenti: prendere l’auto, o un treno, per raggiungere una località nuova e diversa, una sfida solitaria oppure condivisa con altre colleghe, la creazione di una situazione di apprendimento nuova che costringe ad uscire dalla comfort zone del divano di casa e della tuta comoda. Il valore di questo “spostarsi” esiste, è reale e risiede proprio nel concetto di viaggio come percorso, come direzione e come movimento: mettersi in moto, modificarsi, evolvere.

La massima espressione del valore di una formazione in presenza si esprime nelle proposte di formazione esperienziali e residenziali: si convive spalla a spalla per due, magari tre giorni, in un luogo che è “terzo” per tutti i presenti e che può ristrutturare veramente la visione educativa.

I tempi moderni a volte ci portano un po’ fuori strada, perché ci confondono le idee su ciò che dovrebbe continuare ad avere valore nonostante il progresso tecnologico e ciò che invece può prenderne il posto. Io credo che respirare la stessa aria, nella stessa stanza, abbia un valore significativo in un contesto di formazione e che si debba garantire un equilibrio tra le proposte in presenza e a distanza, specialmente in un ambito che fa delle interazioni e delle relazioni il perno del suo esistere, come è quello educativo al Nido.

corsi-formazione-educatori

Educatrici di Nido e formazione: trasformare un obbligo in una opportunità

In questi giorni sto lavorando ad una fase avanzata di formazione sull’osservazione al Nido, con uno staff educativo che conosco da tempo e con il quale ho collaborato continuativamente negli ultimi anni. Si è creato un clima di familiarità che rende più ricchi e piacevoli i nostri incontri, che somigliano ad un ritrovo tra amici senza perdere di spessore e di valore professionale.

La formazione che ho proposto due anni fa a queste educatrici e che ha richiesto 20 ore di formazione in aula continua ad accompagnarle nel lavoro quotidiano perché è versatile e pervasiva, le aiuta a confrontarsi e a capire meglio i bambini dei quali si prendono cura, a programmare le attività, a dialogare con le famiglie e con la scuola dell’infanzia che accoglierà i più grandicelli all’inizio del nuovo anno scolastico.

È una formazione che ha richiesto molto, ma che sta restituendo ben di più in termini di competenza, autostima, motivazione, curiosità. C’è chi è arrivata da poco e non ha frequentato la formazione di base, a suo tempo, eppure vuole imparare e partecipa a questa fase avanzata, sperimentandosi e chiedendo aiuto alle colleghe che passano dall’essere state discenti all’essere tutor della collega più giovane.

Ci scriviamo, ci confrontiamo, siamo tutte reperibili al gruppo quando serve e io, da formatrice e supervisore, continuo a coordinare questo lavoro che diventa sempre più loro e meno mio.

Questa è la massima soddisfazione di un formatore: rendersi conto che ciò che inizialmente era una fatica da affrontare (l’obbligo formativo) si sta sempre più trasformando in una opportunità di crescita, in una possibilità di azione educativa matura, consapevole, evoluta.

Questa è la mia visione della formazione per le educatrici di Nido e per tutti gli adulti educanti che si occupano dei bambini nei primi anni di vita: ad maiora, semper!

Maria Beatrice Nava

Educazione Consapevole®

>> FORMAZIONE CONTINUA PER EDUCATORI SERVIZI INFANZIA E PER GENITORI <<

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti potrebbe interessare anche: