Come abituare il bambino a dormire nel lettino: consigli pratici

bambino country che dorme fa la nanna in un lettino di legno

Tra le domande che riceviamo più spesso dai genitori, quella sul sonno del bambino e sul passaggio al lettino è certamente una delle più sentite. “Mia figlia si addormenta solo in braccio”, “Appena lo metto giù si sveglia”, “Non riesco ad abituarlo al lettino”: queste situazioni sono vissute con frustrazione e stanchezza da tantissimi genitori. Vi assicuriamo che non siete soli, e che questo passaggio, per quanto impegnativo, è affrontabile con gradualità e serenity.

mamma che addormenta il bambino

Stai vivendo un momento bellissimo con tuo figlio, anche se spesso vince la sensazione di non aver più spazio per te stesso. Eppure scoprirai che, insieme alla curiosità verso il cibo e la soddisfazione data dalla scoperta di nuovi sapori, allungherai il tempo tra una poppata e l’altra e sarai in grado di addestrarti anche in modo autonomo. Non avere fretta: vivi questo periodo con la massima serenità, convinta del fatto che stai ponendo basi fondamentali per la sua crescita.

Il seno materno e il bisogno di contatto

All’inizio della vita, il seno materno rappresenta per il bambino l’intero mondo e le attese sono vissute come momenti di frustrazione. Le attese non sono troppo prolungate e seguite da rassicurazione, consentono al bambino di evolvere e interiorizzare la realtà esterna.

Il passaggio dalle sicure e piacevoli braccia della mamma (o del papà) al meno rassicurante lettino non è semplice. L’esperienza con i bambini ci mostra la nostra appartenenza al mondo dei mammiferi caratterizzati dalla necessità di ricevere calore: il contatto corporeo tanto come il cibo e il nutrimento per loro è fondamentale.

La maggior parte dei genitori racconta come il loro bambino, quando si trova tra le braccia dell’adulto, sembra completamente rilassato nel sonno, ma si sveglia immediatamente non appena sfiora il materasso del lettino, quasi avesse un sensore sottopelle!

Un passaggio graduale, non una rottura

Il bambino ha certamente bisogno di un po’ di tempo per accettare questo passaggio: si tratta di un percorso fatto di successi e “sconfitte”, passi avanti e passi indietro. Un momento che va vissuto con dolcezza (come quando rassicuri tuo figlio con la voce e gli tieni la manina) ma anche con determinazione: è importante essere convinti della propria decisione. Non c’è mai una scelta in assoluto ma una scelta giusta per ciascuno di noi.

Il gesto durante il passaggio deve essere deciso e fermo, come la mano che ninna il piccolo per addormentarlo, magari appoggiata sopra il suo corpo. Non avere fretta e non accelerare i tempi a lei necessari per compiere il suo percorso di crescita.

bambine che dormono nel loro lettino

Consigli pratici per abituare il bambino al lettino

Ecco alcune strategie che possono aiutarti in questo percorso:

Accompagna il passaggio con gradualità

Accompagna tuo figlio alla conquista di una graduale autonomia. Ad esempio, se si addormenta in braccio, puoi portarlo delicatamente nel suo lettino e rimanere un po’ insieme a lui, mantenendo il contatto o cantando una ninna nanna. Affronta questo percorso con serenità, accettando anche gli eventuali insuccessi: le volte in cui non vorrà saperne di dormire da solo, vedrai che non sarà per lui traumatico, poiché non vivrà quest’esperienza come un abbandono ma come una nuova fase, qualcosa che gli viene proposto dalle persone di cui si fida.

Rendi l’ambiente adeguato ai suoi bisogni

Controlla che la luce non sia per lui di disturbo e sia capace di interrompergli il sonno, che sia vestito in maniera adeguata (non eccessivamente) e che i rumori siano contenuti. Trova la vostra situazione, quella in cui senti di essere nel pieno del benessere.

Il momento del riposino diurno

Puoi iniziare dall’addormentamento durante il riposino pomeridiano: porta tua figlia nel lettino un po’ prima che si addormenti completamente. Inizia a strutturare dei rituali, ovvero situazioni che possano farla comprendere il momento (che sia per arrivare la nanna).

Gestisci il distacco emotivo anche come genitore

Affrontare questo passaggio non è solo il bambino a dover essere pronto, ma anche l’adulto. Si tratta comunque di un distacco e in questo è coinvolta la sfera emotiva: ho necessità di staccarmi (per riposare meglio, per non patire il caldo…) ma non essendo più a contatto con il piccolo ho meno possibilità di controllare che stia bene e potrei essere turbata dal senso di colpa.

Il motivo per cui il piccolo e la mamma potrebbe non essere legato alla frustrazione di non poter condurre a riposare in braccio ma ad un altro tipo di fastidio (aria nel pancino, disagio…). Non capita se nel lettino la mamma è pronta al tempestivo. Cerca di comprendere quale sia la mais esigenza e richiesta delle piccole.

Quando è il momento giusto per iniziare?

Non esiste un’età universale: ogni bambino ha i suoi tempi e ogni famiglia la sua situazione. Ciò che conta è che il passaggio avvenga quando sia il bambino che il genitore sono pronti, almeno in parte. Se nell’immediato il lettino non sembra funzionare, non arrenderti: riprova dopo qualche giorno con più calma.

Ricorda che i bambini dimostrano una sorprendente capacità di adattamento: ciò che oggi sembra impossibile, domani può diventare la normalità. La costanza e la serenità del genitore sono gli ingredienti più preziosi di questo percorso.

In conclusione

Il passaggio al lettino è una tappa evolutiva importante, per il bambino e per il genitore. Non si tratta di “risolvere un problema”, ma di accompagnare tuo figlio verso una nuova conquista di autonomia, con la stessa cura e presenza che metti in ogni altra dimensione della sua crescita. Ce la farete, un piccolo passo alla volta.

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