Il mondo della formazione è in costante cambiamento, dovendo seguire e adattarsi alle trasformazioni della società e alla normativa dei vari settori di attività per i quali si adopera. Pochi giorni fa ho attivato un sondaggio online per raccogliere il parere di alcune centinaia di educatori/educatrici che lavorano nei Nidi d’Infanzia. In sintesi, ho chiesto il loro fondamentale contributo per definire l’identikit del corso di formazione perfetto.
>> FORMAZIONE CONTINUA PER EDUCATORI SERVIZI INFANZIA E PER GENITORI <<
Educatrici di Nido e formazione: bisogni e richieste “dal campo”
Dal sondaggio, sono arrivate risposte utili e interessanti soprattutto perché nutrite dall’esperienza sul campo e dal lavoro concreto e quotidiano. Nella mia esperienza di formatrice, ho compreso come il modo migliore per offrire un servizio “su misura” sia quello cogliere le caratteristiche del cliente per costruire il prodotto finale sulla base di queste, proprio come farebbe un sarto di qualità. Vediamo insieme cosa ho scoperto dalle risposte date al sondaggio.

Educatrici di Nido e formazione: descrivere strategie pratiche
Ormai è chiaro a tutti che per lavorare al Nido sono necessarie conoscenze e competenze specifiche. Eppure, non è sufficiente “sapere”. Serve anche saper tradurre ciò che si “sa” in azioni pratiche e comportamenti concreti. È proprio qui che si trova lo snodo cruciale che trasforma un corso di formazione qualunque in un corso capace di essere effettivamente utile.
Approfondire la teoria diventa fondamentale per lavorare al Nido: la delicatezza della fase di crescita da 0 a 3 anni richiede una consapevolezza educativa solida e strutturata da parte degli adulti che si prendono cura di questi bambini. Pedagogia, psicologia dello sviluppo e neuroscienze si intrecciano e determinano un corpo di conoscenze imprescindibili per chi accompagna nella crescita i piccoli in tenerissima età.
Concetti come “pietra miliare”, “temperamento”, “flow”, “teoria della mente” … devono far parte del sistema di conoscenze di base possedute da qualunque educatrice di Nido (e, credetemi, davvero non è così scontato che lo siano!).
Ma non è sufficiente conoscere. Come dicevamo poco sopra, serve anche saper tradurre questi saperi in pratiche educative. Ecco perché il corso di formazione perfetto per educatrici di Nido deve descrivere strategie concrete: offrire una cassetta degli attrezzi per dare vita a una “fare” che sia competente ed efficace (ad esempio apprendere l’utilizzo di strumenti osservativi, il monitoraggio educativo della crescita, la redazione e compilazione di schede anamnestiche e di passaggio alla scuola dell’infanzia, l’allestimento di proposte di gioco adeguate all’età dei bambini, la gestione della comunicazione con le famiglie ecc.).
Tecnicamente, la formazione per le educatrici di Nido deve quindi garantire un “apprendimento operativo” che consenta di mettere a frutto le conoscenze apprese in sede di formazione. La necessità di strategie pratiche è dunque la prima e più importante caratteristica per il perfetto corso di formazione per le educatrici di Nido.

Educatrici di Nido e formazione: offrire contenuti specifici
I bambini da 0 a 3 anni rappresentano un cluster educativo altamente specifico, non sovrapponibile a quello delle età immediatamente adiacenti (un bambino di 4 anni e uno di 3 sono imparagonabili, così come un bambino di 6 mesi e un feto di 6 mesi sono creature differenti). Formare le educatrici del Nido significa tenere presente le caratteristiche uniche e specifiche dei bambini nei primissimi anni di vita, le loro esigenze di sviluppo e le traiettorie evolutive possibili.
Oltre a ciò, il contesto educativo del Nido è specifico: si tratta di un servizio di affidamento, con dinamiche di funzionamento altrettanto peculiari che vanno considerate con grande attenzione nella progettazione formativa.
Lavoro nei Centri per Bambini e Famiglie dal 2013, l’età dei bambini frequentanti è identica a quella del Nido (0-36 mesi) e la loro suddivisione in gruppi è molto simile (lattanti, mezzani, grandi) eppure le esigenze formative espresse dalle educatrici di questo tipo di Servizio sono diverse. Quante volte ho sentito le colleghe lamentarsi del fatto di dover frequentare corsi di formazione pensati per le educatrici del Nido dal momento che i corsi specifici per i servizi educativi integrativi sono praticamente inesistenti!
Per questo, reputo sia necessario evitare una generalizzazione dei bisogni formativi delle educatrici, basata esclusivamente sulla fascia d’età dei bambini utenti dei Servizi: significa banalizzarne e sottovalutarne le peculiarità e rendere inadeguata la formazione offerta, sprecando e facendo sprecare risorse di tempo, impegno e costo economico.
Il Nido è il Nido, gli altri contesti e servizi educativi – anche se rivolti alla stessa fascia d’età – sono altro.
La necessità di contenuti specifici è dunque la seconda caratteristica indicata dalle educatrici per descrivere il perfetto corso di formazione per le educatrici di Nido.

Educatrici di Nido e formazione: (lo spinosissimo) tema dei costi
Per le educatrici di Nido la formazione continua è tecnicamente fondamentale: l’aggiornamento e l’evoluzione del settore in termini di nuove scoperte e prassi educative è costante; a ciò, si aggiungono degli obblighi annuali da rispettare, stabiliti dalla normativa di riferimento che li rende sempre più corposi (ad esempio in Lombardia, un’educatrice di Nido pubblico o privato accreditato deve formarsi per un minimo di 30 ore annuali e una coordinatrice per un minimo di 50). Per moltissime educatrici, quindi, formarsi è un obbligo normativo dal quale non si può derogare.
Nonostante tale condizione, si deve purtroppo ammettere che i fondi a disposizione per la formazione di questa categoria professionale sono spesso risicati (gli educatori di Nido non hanno Carta del Docente o altri benefit per la formazione, come invece hanno a disposizione molti insegnanti di scuola dell’infanzia) e questo determina un forte disallineamento tra bisogno (avvertito o imposto) e possibilità di congrua risposta.
Riassumendo: necessità tecnica di approfondire e crescere professionalmente si accompagnano ad obblighi formativi e scarsità di risorse economiche. Una combinazione difficile da gestire che spesso porta a frustrazione, demotivazione, disinteresse e delusione anche in persone dotate di entusiasmo e volontà.
Se questi sono i presupposti, quali sono allora gli scenari più diffusi? Vediamoli:
- Adesione a percorsi di formazione superficiali o non allineati con i veri bisogni formativi purché, però, gratuiti (viene meno la possibilità di scegliere veramente, in base a criteri reali come le necessità formative specifiche di ogni servizio educativo/gruppo di lavoro),
- Ibridazione tematica eccessiva (si frequentano tanti corsi diversi per cumulare le ore di formazione, a patto di spendere il meno possibile), con una conseguente riduzione dello spessore tecnico sperimentabile e una frammentazione delle risorse attentive e operative,
- Impossibilità di scegliere una formazione di qualità che offra:
- conoscenze aggiornate su temi educativi importanti;
- adeguati spazi di approfondimento;
- esercitazioni pratiche;
- continuità con la figura docente;
- spazio per il confronto e il dialogo sia in gruppo sia con il docente stesso;
- materiale per un lavoro di apprendimento reale al di fuori del contesto formativo in senso stretto;
- valutazione di apprendimento a caldo e a freddo, ecc.
Le politiche della formazione dovrebbero tenere conto adeguatamente della questione formativa per i servizi di Nido, creando le condizioni perché la pluralità di proposte esistente divenga realmente accessibile e garantendo, in tale modo, la possibilità di scegliere ciò che davvero serve.
Il contenimento dei costi – fino a raggiungere la gratuità – è dunque la terza caratteristica indicata dalle educatrici per descrivere il perfetto corso di formazione per le educatrici di Nido.

Educatrici di Nido e formazione: le proposte on line
Negli ultimi anni vi è stata una forte accelerazione nel senso della riduzione dei vincoli legati alla distanza fisica tra persone; se fino a dieci anni fa l’offerta FAD (Formazione A Distanza) era poca ed elitaria, oggi possiamo dire che la situazione sia praticamente opposta.
La quantità di formazione a distanza disponibile è enorme, ai limiti dell’imbarazzante: corsi sincroni, asincroni, on demand, blended… fioccano da ogni parte e orientarsi all’interno di un tale vivaio di proposte può diventare davvero difficile.
Considerando il punto di vista di chi offre formazione, è facile capire il motivo di tanta abbondanza: erogare un corso sincrono online è tecnicamente più complesso ma economicamente vantaggioso perché si evita il costo della trasferta e si possono raggiungere persone a grande distanza. Si tratta quindi di una facilitazione logistica importante che aumenta esponenzialmente nei corsi online asincroni, cioè, erogati in differita, magari videoregistrati e disponibili senza vincolo di giorno e orario.
È evidente che queste opportunità agevolano anche l’utenza alla quale sono rivolti e il grafico mostrato all’inizio di questo articolo lo rivela: alcune delle educatrici di Nido che hanno risposto al mio sondaggio (8% sul totale) hanno esplicitato proprio questa preferenza.
Comprensibile, senza dubbio, cercare di ottimizzare il tempo a disposizione e magari anche di conciliare impegni lavorativi e familiari/personali, scegliendo una formazione online che può anche permettere di apprendere da docenti referenziati e titolati.
La mia domanda, però, è la seguente: come capire se un corso on line è valido oppure no?
Credo che un corso online meriti di essere scelto quando è:
- sincrono, cioè in diretta, con una persona dall’altra parte dello schermo con cui interagire realmente;
- ben strutturato, con una parte di approfondimento teorico corposa e una parte dedicata al confronto e al dialogo;
- esauriente, cioè, costruito con un filo logico che si esaurisce al termine del corso stesso lasciando la consapevolezza di aver fatto un percorso completo;
- incuriosente, che non si limiti a dare risposte ma che susciti domande e apra scenari verso nuovi orizzonti;
- operativo, in modo da richiedere un lavoro “fuori aula” che promuova un vero apprendimento e non un semplice assorbimento passivo di concetti e nozioni.
Se queste condizioni sono rispettate, allora un corso di formazione online rappresenta un’ottima scelta, messa in quarta posizione tra le caratteristiche indicate dalle educatrici di Nido per descrivere il perfetto corso di formazione.

Questo è, dunque, lo scenario odierno in ambito di formazione per le educatrici di Nido e, più in generale, per i professionisti dell’infanzia. C’è ancora qualche riflessione da fare, per questo ti do appuntamento al prossimo articolo dedicato all’argomento. Resto a disposizione per rispondere alle tue domande, curiosità e ad ascoltare la tua esperienza.
>> FORMAZIONE CONTINUA PER EDUCATORI SERVIZI INFANZIA E PER GENITORI <<









0 commenti